Archivio mensile:febbraio 2015

Laboratorio di Progettazione III – 2014.15

Laboratorio di Progettazione III   A.A. 2014/2015 – Prof. Massimo Zammerini  lab prog 2014 15 un liv per web

Tema del Laboratorio

Roma EUR

Due porte residenziali tra natura e città monumentale

Lezioni di:

Prof. Carlo Albarello, Monumenti architettonici e monumenti letterari nel Ventennio fascista

Prof.ssa Alessandra Capanna, 1937-2015. La residenza all’Eur  

Obiettivi formativi

Il Laboratorio del terzo anno si colloca rispetto al corso di studi quinquennale in una fase centrale della formazione. Dopo le esperienze dei due anni precedenti, il tema dell’edificio complesso apre verso una nuova consapevolezza rispetto alle peculiarità dei rapporti di scala tipici di uno spazio multifunzionale a destinazione residenziale e pubblica, e verso il rapporto interno/esterno ed edificio/contesto, che si carica dei significati esprimibili da un’emergenza architettonica, ubicata all’interno della città consolidata..

Obiettivo del Laboratorio è la piena acquisizione delle teorie e delle tecniche che congiuntamente concorrono alla costruzione dell’idea progettuale dell’edificio complesso.

Contenuti

Il corso affronta l’inserimento di un nuovo intervento nel contesto storicizzato dell’EUR. Pertanto sarà oggetto di prioritario interesse l’approfondimento del disegno urbano del quartiere, la struttura e i tracciati, le emergenze architettoniche e monumentali, il sistema del verde progettato. Il quartiere nel suo insieme, con le stratificazioni successive alla sua realizzazione come E 42, verrà assunto come tema di studio rispetto al quale la proposta progettuale dovrà stabilire connessioni significative.

Il Laboratorio propone il tema della progettazione di due complessi gemelli di edifici a destinazione residenziale. Il progetto si pone come sintesi formale delle diverse componenti del progetto di architettura: studio delle funzioni, criteri distributivi, idea strutturale, soluzioni impiantistiche e illuminotecniche, gestione, fruizione e manutenzione.

L’area prescelta per il progetto è costituita da due lotti posizionati sul lato destro e sinistro di via Cristoforo Colombo con accessi principali su via delle Tre Fontane. I due complessi si dovranno porre come nuove “porte” di accesso dal centro di Roma del quartiere EUR, in stretta relazione anche con l’intervento di Luigi Moretti. Il tema residenziale e l’ubicazione collocano l’esperienza formativa all’interno di una riflessione che comprende il rapporto tra natura e città moderna monumentale.

Il progetto dovrà interpretare il tema della “chiarezza” compositiva espressa dall’impianto monumentale del quartiere EUR, dal punto di vista dell’impianto, della morfologia, dei caratteri cromatici e dell’uso dei materiali.

Il laboratorio è articolato in un ciclo di lezioni di carattere teorico e tecnico sui temi oggetto d’esame, su opere di architettura riferibili al panorama storico e alla produzione contemporanea italiana e straniera, seminari di lavoro in aula, e alcuni interventi tematici di docenti ospiti. Sono previste tre verifiche programmate, con valutazione dello stato di avanzamento dei progetti. L’esame si svolge attraverso un colloquio che dimostri la conoscenza degli argomenti trattati a lezione e della bibliografia, che potrà essere sostenuto come esonero, e la presentazione del progetto.

Il progetto, redatto alle scale comprese tra 1:500 e 1: 50 dovrà prevedere:

Un complesso di edifici residenziali che sviluppino lo schema fornito dal Laboratorio.

I complessi gemelli, inseriti in un ambiente con caratteristiche di elevato pregio naturalistico e architettonico, si sviluppano su due lotti di terreno di forma rettangolare con accessi principali su via delle Tre Fontane.

Gli edifici residenziali saranno disposti su tre lati definendo così un grande vuoto centrale che sarà progettato come un giardino delimitato da una chiusura permeabile alla vista sul lato sud. Al centro verrà progettata una sistemazione a verde e una piscina. Il lato sud permette l’accesso esclusivamente pedonale al parco centrale e agli ingressi degli alloggi sul lato dei soggiorni. Gli ingressi carrabili sono ubicati sui lati esterni del complesso, serviti da strade che ne delimitano i restanti tre lati.

Ogni alloggio ha un giardino privato sul lato rivolto verso il parco e/o una terrazza abitabile.

Il complesso prevede alloggi di diverso taglio, secondo la tipologia a schiera, in linea e a corte.

Indicazioni sulla composizione degli alloggi a schiera. Superfice di circa 180/200 mq interni

Livello terra:

Locale studio con bagno, dotato di ingresso indipendente e collegamento interno con il primo livello.

Garage per un’automobile e un motorino e collegamento interno con il primo livello.

Entrambi i locali sono posti sui lati rivolti a est, ovest o nord.

Primo livello:

Soggiorno con zona pranzo collegato direttamente con il giardino ubicato verso il parco interno, cucina, una camera da letto e un bagno.

Secondo livello:

Due camere da letto, un bagno, un ripostiglio e terrazze.

Indicazioni sulla composizione degli alloggi a corte. Superfice interna non specificata. Dotazione di un posto auto.

Gli alloggi a corte, da realizzare in numero limitato, si configurano come piccole “ville” saldate all’intero complesso che deve mantenere caratteri di compattezza.

Indicazioni sulla composizione degli alloggi in linea. Superfici variabili. Dotazione di un posto auto.

Gli edifici in linea saranno progettati per ospitare alloggi di diversa metratura. I soggiorni dovranno avere l’affaccio verso il parco interno. Si tenga presente che l’alloggio di tipo B è quello maggiormente richiesto dal mercato romano.

Alloggio A – 50/55 mq. soggiorno con angolo cottura, camera matrimoniale e bagno.

Alloggio B – 80/100 mq, soggiorno, cucina, due camere, due bagni.

Alloggio C – 120/150 mq. soggiorno, cucina, tre camere, due bagni.

Alloggio D – 180/210 mq. studio con bagno e accesso separato, soggiorno, cucina, tre camere, due bagni.

VERIFICHE

Giovedì 26 marzo

Elaborati disegnati esclusivamente a mano su carta lucida da schizzi

planovolumetria d’insieme e profili in scala 1:500

piante, prospetti con le ombre e sezioni, inseriti nel contesto, in scala 1.200

assonometria d’insieme 1:500

plastico di studio 1:500

Giovedì 23 aprile

Progetto delle residenze in pianta, prospetti con ombre e sezioni in scala 1:100

Viste tridimensionali

Giovedì 21 maggio

Presentazione in forma provvisoria degli elaborati d’esame.

TAVOLE ED ELABORATI D’ESAME

Tutti gli elaborati d’esame dovranno essere consegnati al momento dell’’esame raccolti in un CD o DVD. I rendering dovranno essere salvati in formato tif con risoluzione 300 dpi, con base minima di cm. 21

Formato delle tavole: A1 orizzontale su fondo bianco prive di squadratura e con intestazione e scritte come da layout fornito dal corso.

– Una tavola riassuntiva per esposizione impaginata con layout fornito dal corso in formato A1 verticale

– Planovolumetria e profili in scala 1:500

– Piante dei vari livelli in scala 1:200

– Sezioni e prospetti con le ombre in scala 1: 200

– Approfondimento in scala 1:100 e 1:50 in pianta, prospetto e sezione.

– Inserimento assonometrico del progetto nel contesto secondo le angolazioni indicate.

– Inserimento prospettico del progetto nel contesto secondo i punti di vista predefiniti – rendering dei fotoinserimenti in formato tif 300 DPI base minima cm. 21

– plastico in scala 1:200

BIBLIOGRAFIA

Testi obbligatori:

– Alessandra Muntoni, Roma tra le due guerre 1919 – 1944, architettura, modelli urbani, linguaggi della modernità, Edizioni Kappa, Roma 2010

– Massimo Zammerini, Edifici per abitare, Edilstampa, Roma 2004

– Massimo Zammerini (a cura di), Il mito del bianco in architettura, Quodlibet, Macerata 2014

– AA.VV., Una guida all’architettura moderna dell’EUR, Fondazione Bruno Zevi

Testi del Docente sui temi della Residenza

– Massimo Zammerini (a cura di), La casa Isolata, in: “L’industria delle costruzioni” monografia n. 364, Edilstampa, Roma 2002.

– Massimo Zammerini (a cura di), Case aggregate, in: “L’industria delle costruzioni” monografia n. 372, Edilstampa, Roma 2003.

Massimo Zammerini, La casa flessibile, in: Architettura & Ambiente, n. 20/2009, Palombi & Partner, Roma 2009.

Massimo Zammerini, La casa contemporanea, in: Architettura & Ambiente – Allegato, n. 20/2009, Palombi & Partner, Roma 2009, pp. 50-61.

Massimo Zammerini, Permanenza e Flessibilità. Struttura e Distribuzione, in: Vedute – Rivista d’indagini e riflessioni sull’architettura e sulla città contemporanea, n° 0, a cura di D. Nencini, Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Architettura e Costruzione Ar­_Cos, Editore Quodlibet, 2009, pp. 138-142.

– Massimo Zammerini, Il linguaggio astratto nella residenza urbana contemporanea, in: Architettura & Ambiente, n. 22/2010, Palombi & Partner, Roma 2010. 

AVVERTENZA

Si ricorda che lo studente è vincolato nell’eventuale diffusione a mezzo stampa o WEB degli elaborati progettuali a riportare per esteso nell’intestazione e all’interno di ogni immagine il nome dell’Università accompagnato dal logo, il nome della Facoltà, il nome del Laboratorio, dell’anno accademico e del docente e il nome del docente del corso.

Corso di scenografia A.A. 2014-15 – Carmen di G. Bizet

cover scen 2014 15 un liv

UNIVERSITÀ “SAPIENZA” DI ROMA

FACOLTA’ DI ARCHITETTURA

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE UE, LAUREA SPECIALISTICA

 

CORSO DI SCENOGRAFIA A.A. 2014/15

Prof. Massimo Zammerini

Scenografie per la Carmen di Georges Bizet

 

Obiettivi del Corso

Il corso si propone di trasmettere le conoscenze teoriche e tecniche che riguardano la progettazione di una scenografia teatrale.

La complessità della formazione della figura di scenografo rende necessaria un’apertura verso le forme d’arte come la letteratura, la pittura, la musica, le arti in generale e i principi di base della regia e della recitazione.

Oggetto del Corso

Il corso ha come oggetto la progettazione di un allestimento scenico. La struttura del corso prevede lezioni sulle teorie e le tecniche per la progettazione di una scenografia da realizzare all’interno di un palcoscenico.

Le nozioni di scenotecnica riguarderanno le tecniche costruttive per la realizzazione di scenografie teatrali di prosa e di lirica da realizzare in palcoscenico.

Lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito le informazioni essenziali di scenotecnica e storia della scenografia in relazione ai contenuti delle lezioni e dei testi consigliati.

Nelle attività integrative (esercitazioni, laboratori, incontri con artisti) il corso vuole introdurre gli studenti alla conoscenza degli strumenti e dei metodi essenziali per lo studio di questa forma d’arte e al contatto vivo e diretto con l’ambiente teatrale.

L’interpretazione

L’interpretazione dei significati interni ad un testo è il lavoro creativo alla base del progetto e viene svolto dallo scenografo insieme al regista e al direttore d’orchestra. Il buon esito di un allestimento dipende da molti fattori, come la qualità dell’esecuzione musicale, la bravura dei cantanti, la regia, la scenografia e i costumi, ma in realtà ciò che davvero conta è il carattere organico della messinscena, che deve offrire al pubblico una chiave interpretativa efficace. Come per ogni forma di spettacolo, la capacità di comunicare al pubblico è fondamentale. La scenografia, con i relativi cambiamenti di scena, fornisce allo spettatore l’immagine degli spazi all’interno dei quali si svolge la vicenda. Questi spazi devono più evocare che rappresentare nel senso che, come quando si legge un libro, è l’immaginazione del lettore/spettatore che deve essere stimolata.

La scena è abitata dagli attori, dai cantanti, dal coro, dai ballerini, dalle comparse, dunque il movimento di queste masse è parte integrante del progetto, poiché le situazioni spaziali che costruiscono le immagini faranno da sfondo alle azioni degli interpreti. Queste figure umane studiate dal costumista, che può essere lo scenografo stesso, si dovranno muovere agevolmente sulla scena, dovranno entrare e uscire di scena nei modi e nei tempi fissati dalla vicenda e dalla regia.

L’ideazione

L’invenzione scenica presuppone un’approfondita conoscenza della storia dell’architettura, perché il processo di astrazione necessario alla formulazione delle idee spaziali-figurative prende avvio da un insieme di fattori determinanti tra i quali il contesto storico di riferimento. Altrettanto importanti sono i riferimenti pittorici e artistici in generale e la conoscenza delle regole fondamentali della scenotecnica e della prospettiva.

Il mezzo grafico per la comunicazione di una scenografia è il bozzetto, cioè una prospettiva centrale il cui punto di vista viene chiamato “occhio del principe”. Il bozzetto, unitamente a tutte le piante necessarie alla comprensione del funzionamento della scena e alle sezioni, vengono utilizzati anche dal regista e dal direttore d’orchestra per l’impostazione dello spettacolo. Gli stessi elaborati e i disegni esecutivi vengono utilizzati dai tecnici del laboratorio di scenografia che costruiscono l’allestimento.

Lo scenografo è tenuto a fornire un bozzetto per ogni cambiamento di scena e ogni disegno che illustri le caratteristiche dell’impianto, le piante, le sezioni, gli esecutivi degli elementi scenici, l’indicazione dei materiali con i relativi campioni e i trattamenti delle superfici visibili.

Nei criteri di ideazione del progetto è di grande importanza la valutazione degli effetti di luce che si vogliono ottenere, in accordo con il regista, considerando la luce artificiale come materiale vero e proprio dell’ideazione.

In previsione della realizzazione e del montaggio è bene rispettare i criteri di ottimizzazione del progetto per quanto riguarda i tempi di montaggio e smontaggio, i costi, le caratteristiche di modularità, il peso, le dimensioni degli elementi che compongono la scena in funzione del trasporto, la sicurezza ecc.

Per progettare un allestimento scenico è necessario acquisire le nozioni fondamentali di scenotecnica.

Vengono di seguito elencati gli argomenti ritenuti indispensabili ai fini di una preparazione di base necessaria alla redazione del progetto (dal Trattato di Scenotecnica di Bruno Mello, vedi bibliografia):

Il palcoscenico: (pagg. 141-159)

graticciata o soffitta, tiro contrappesato, cambiamento di scena, tiro a mano, palcoscenico, palcoscenico mobile, movimento meccanico del palcoscenico mobile, palcoscenico meccanico, scene azionate su guide (coulisse), su piattaforme girevoli, su carri, scena completa su unico carro, scena su due piattaforme frontali al boccascena, palcoscenico su piattaforma girevole, piattaforma girevole a due anelli concentrici ruotanti in senso inverso uno dall’altro, cambiamento con piccole piattaforme

Periaktoi (piattaforme girevoli pag 168)

Definizione delle parti di una scena: (pagg. 177/179)

Teletta, quinta; Teletta in tela, con sacca in testa e al piede; Quinta armata; Teletta a panneggio; Teletta armata; Principale; Principale zoppo; Fondale.

Nomenclatura delle varie parti del palcoscenico e di elementi di scena: (pagg. 180/201)

Pianta; Palcoscenico; Golfo mistico (fossa d’orchestra); Boccascena mobile, Quinta comandata a mano, Telaio o quinta armata, Torrette metalliche, Arlecchino, Sipario di ferro; Sipario di boccascena, Sipario di velluto su strada in ferro a traliccio azionato elettricamente o a mano, Sipario di tela.

Sipari: Sipario all’italiana, Sipario alla francese, Sipario usato in Grecia, Sipario usato in Germania.

Telai: Telai a doppia fascia (per cambiamenti veloci a vista), Telai di fondo, Burattino, Riva, Riva con mascherina, Come si uniscono i telai, Cerniere, Telai da cernierare, Fianchi in declivio, Plafone (soffitto che copre una scena parapettata), Spezzato armato, Spezzato plastico, Fondino, Scivolo, Scale, Quartabono, Voltatesta, Finali di scale, Praticabile, Fratine, Mezzani, Chiapperine e maniglie in ferro, Tironi, Praticabili a cannocchiale, Nicchio, Squadra.

Panorama: (pagg. 202-215)

Panorama meccanico, Panorama meccanico pneumatico, Panorama sintetico, Moschettone, Zucchetto, Scena parapettata, Panorama rigido, Panorama di uso comune, Panorami trasparenti, Panorama semirigido, Strade centinate in legno di uso comune, Cupola “Fortuny”, Panorama su rulli verticali.

Nodi, Fermi, Morsetto blocca funi, Come si obbiettano gli stangoni, Morsetto di ferro o di ghisa, Trasporto di fianchi speciali, Coma si lascia cadere uno spezzato armato dalla posizione verticale a piano palcoscenico, Fianchi e principali posti in soffitta in posizione obliqua al boccascena.

Carri: (pagg 233/236)

Carri, Carro su binario, Riva a mare, Carro girevole, Macchine.

Armature: (pagg. 264-270)

Catinella, Centine, Plafone cernierato, Fianco a coulisse, Armatura con imbotte irregolare, Carro con fianchi mezzo armati e mezzo liberi, Telai schiacciolati formanti due pezzi di un lungo portone montati su rotaie con ruote e sostenuti da squadre con ruote matte.

Attrezzeria teatrale: (pag. 324)

Cenni fondamentali di illuminotecnica

Riflettori, Proiettori; Illuminazione di una scena a panorama, Alba, Tramonto, Raggio di luce e suo rendimento, Fonte luminosa, Illuminazione di una scena, Palcoscenico-disposizione schematica delle apparecchiature elettriche di un teatro, Ponte luce

La realizzazione

L’ideazione di un progetto scenico per uno spettacolo teatrale nasce, come abbiamo detto, dall’intesa tra più figure professionali: lo scenografo, il regista, il direttore d’orchestra per le opere liriche, il costumista, il tecnico delle luci, il coreografo ecc..

Le figure coinvolte nella messinscena sono molte: oltre a quelle già citate, i relativi aiuti e assistenti, il direttore di scena, il direttore di palcoscenico, il tecnico delle luci, gli attrezzisti, i trovarobe, le sarte ecc.

Nel laboratorio di scenografia dove vengono costruite le scene lavorano gli scenografi realizzatori, i falegnami, i pittori scenografi, i tappezzieri, i decoratori che realizzano tutte le lavorazioni speciali su superfici e materiali di vario genere, e dove vengono realizzate anche le strutture in resina e i relativi calchi, le sculture ecc.

Una voce a parte è costituita dall’attrezzeria, cioè gli oggetti di scena che sono realizzati appositamente o “di repertorio”, custoditi in appositi depositi e noleggiati per l’occasione.

E’ nell’interesse dello scenografo controllare personalmente le fasi di realizzazione della scena in laboratorio assicurandosi così un’esecuzione fedele alle indicazioni riportate nei disegni.

E’ anche compito dello scenografo assistere alle prove di palcoscenico sia prima che dopo il montaggio della scena in teatro, per apportare eventuali modifiche imposte dalla regia.

Lo studio della scenografia passa anche attraverso la conoscenza delle figure di maggior importanza che hanno operato nel corso della storia. Tra questi, sono di seguito elencati alcuni scenografi, la cui conoscenza è ritenuta di base e indispensabile ai fini del sostenimento dell’esame.

– Il Rinascimento:

Baldassarre Peruzzi, Sebastiano Serlio, Vincenzo Scamozzi.

– Il Barocco:

Gian Lorenzo Bernini, Ferdinando Bibiena, Giuseppe Bibiena.

– Il Settecento:

Filippo Juvarra, Luigi Vanvitelli, Fabbrizio e Giuseppe Galliari, Pietro Gonzaga.

– Il Neoclassicismo:

Antonio Piccolini, Alessandro Sanquirico, Antonio Basoli, Giuseppe Bertoia, Simon Quaglio, Francesco Cocchi.

– Il Novecento, gli artisti e la scenografia:

Mario Ceroli, Pablo Picasso, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Alberto Burri, Giangiacomo Balla, Giuseppe De Pisis, Enrico Prampolini, Alexander Calder, Giacomo Manzu’, Arnaldo Pomodoro, Adolphe Appia, Gordon Craig.

– Gli scenografi italiani:

Gae Aulenti, Maurizio Balò, Uberto Bertacca, Aldo Buti, Giulio Coltellacci, Luciano Damiani, Ezio Frigerio, Enrico Job, Dante Ferretti, Roberto Francia, Mario Garbuglia, Bruno Garofalo, Emanuele Luzzati, Pier Luigi Pizzi, Paolo Tommasi, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli.

– Gli scenografi stranieri:

Josef Svoboda, Beni Montresor, Hugo de Ana, Pier’Alli, Robert Wilson, Maria Bjornson

Tema progettuale

Scenografie per “Carmen” di Georges Bizet. Il palcoscenico adottato è quello del Teatro Costanzi – Teatro dell’Opera di Roma.

Analisi della Carmen di G. Bizet e lineamenti di storia del melodramma  – Prof. Carlo Albarello

Ambientazioni

Si adotterà una scenografia che tenga conto della cultura mediterranea nel quale la vicenda si svolge.

Fasi del Progetto

Ascolto guidato in aula dell’opera. Analisi dei principali elementi di condizionamento e di ispirazione per le soluzioni sceniche.

Ipotesi sui cambiamenti di scena e relative scelte tecnico-progettuali.

Formulazione dei bozzetti in scala 1:25, di una pianta e di una sezione trasversale in scala 1:100 con verifica in pianta e in sezione dei traguardi.

Dimensionamento dei componenti della scena in funzione della dimensione e delle caratteristiche del palcoscenico compresi i gradi di declivio (5%).

Avvertenze

1 – Le revisioni degli elaborati in pianta e sezione, e dei disegni esecutivi, verranno fatte solo su supporto cartaceo, fatta eccezione per la visualizzazione dei rendering e delle animazioni.

2 – Gli studenti dovranno assistere ad almeno due rappresentazioni teatrali a Roma o altrove nella stagione 2014-15 e dovranno saperne riferire criticamente.

3 – Si ricorda che lo studente è vincolato nell’eventuale diffusione a mezzo stampa o WEB degli elaborati progettuali a riportare per esteso nell’intestazione e all’interno di ogni immagine il nome dell’Università accompagnato dal logo, il nome della Facoltà, il nome del Laboratorio e A.A., e il nome del docente e dei collaboratori.

Elaborati d’esame

Tutti gli elaborati devono essere raccolti in un CD consegnato prima dell’esame. Le immagini dei bozzetti renderizzate saranno a 2480 x 1860 e salvate in formato tif a 300 dpi.

– Una tavola formato A1 verticale su supporto rigido leggero con layout fornito dal corso contenente i bozzetti dei cambi di scena

– Una tavola formato A1 verticale su supporto rigido leggero con layout fornito dal corso contenente una pianta, una sezione e particolari costruttivi.

– Animazione 3D dei cambi di scena a vista

– Plastico in scala 1:50

Tavole formato A1 orizzontale

– Piante dei principali cambi di scena in scala 1:100 e 1:50

– Sezioni significative dell’impianto scenico in scala 1:100 e 1:50

– Disegni esecutivi dei componenti della scena in scala 1:20

BIBLIOGRAFIA

1 – Scenografia teatrale.

– ARRUGA L., CELLA F. (A CURA DI), 2006, Pier Luigi Pizzi Inventore di teatro, Torino, Ed. Umberto Allemandi & C.

– CARLUCCI S., SORESI G., URSINI URSIC G. (A CURA DI), 1984: Josef Svoboda,. Milano.

– DI GIAMMARCO R. (A CURA DI), 1984, Palcoscenico e Spazio Scenico. Percorsi Attraverso la scenografia teatrale italiana, Roma.Enciclopedia dello Spettacolo, 1954, Firenze-Roma, G.C. Sansoni.

– MANCINI, F., 1966, Scenografia italiana dal Rinascimento all’età romantica, Fratelli Fabbri Editori, Milano.

– MIGLIORANZI G., 2006, From Color to Light – Beni Montresor. A Leading Figure in International Theatre, Corazzano (Pisa), Titivillus Edizioni.

– MELLO B., 1984, Trattato di Scenotecnica, Novara, Gorlich – Istituto Geografico De Agostini.

– RAVELLI G., ORLANDO S., 1989, Dalla parte dell’architettura. Scenografie costruite al Teatro alla Scala, Musica e Teatro Quaderni degli Amici della Scala, Milano, Garzanti Editore.

– SVOBODA J., 1997, I segreti dello Spazio Teatrale, Milano, Ed. Ubulibri.

– URSINI URSIC G. (A CURA DI), 2001, Ezio Frigerio, s.l.

– PERELLI F., Storia della scenografia – Dall’antichità al Novecento, Carocci Editore, Roma 2002.

CRUCIANI F., Lo Spazio del Teatro, Ed. Laterza, Roma-Bari, 1992.

– WILSON R., Wilson alla Scala, Umberto Allemandi & C.

– ZAMMERINI M., Cambio di Scena, La scenografia teatrale, architettura tra realismo e astrazione, Edizioni Kappa, Roma 2012.

– POMODORO A., Il teatro scolpito, a cura di A. Calbi, Feltrinelli, Milano 2012.

2 – Teorie e tecniche di lettura dei testi teatrali per la messinscena:

– ALONGE R., TESSARI R., 1996, Lo spettacolo teatrale. Dal testo alla messinscena, Milano, LED, pp. 7-53.

– MELCHIORRE V., Per unantropologia della rappresentazione, in: BIANCU S., – CASCETTA A., MARASSI M., Luomo e la rappresentazione, Vita e Pensiero, Milano 2012,  pp. 15-31.

3 – Studio del melodramma e anali della Carmen di Bizet:

– BIANCONI L., Il teatro d’opera in Italia, Il Mulino, Bologna 1993.

– MC CLARY S., Georges Bizet. Carmen, Ruggimenti, Milano 2007.