Archivio della categoria: Scenografia

THEATRE EUROPE INNOVATION Scenography, Architecture and Performing Media. Designing for Opera

Logo-SCSA-Sito-copy
16 GIUGNO
ore 10.30 – 17.30
presso il
TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
(sala Carelli)

Programma
10.30
DIVADLO SVOBODA/THEATRE SVOBODA
Film sulla
 vita e le opere dell’architetto-scenografo e lighting designer
Josef Svoboda diretto da Jakub Hejna.
Film sottotitolato in italiano.
FORME ED EVOLUZIONE DELLO SPAZIO TEATRALE 
11.45
La scenografia e il suo rapporto con le arti
MASSIMO ZAMMERINI
Architetto, ricercatore in Composizione Architettonica
presso la Facoltà di Architettura della Sapienza, Università di Roma. 
15.00 
Incontro con lo scenografo argentino
DANIEL BIANCO
Direttore del Teatro de la Zarzuela di Madrid.
Moderatore DENISE LUPI (Scenografa).
16.45
Incontro con il lighting designer spagnolo
ALBERT FAURA

 

Corso di scenografia A.A. 2014-15 – Carmen di G. Bizet

cover scen 2014 15 un liv

UNIVERSITÀ “SAPIENZA” DI ROMA

FACOLTA’ DI ARCHITETTURA

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE UE, LAUREA SPECIALISTICA

 

CORSO DI SCENOGRAFIA A.A. 2014/15

Prof. Massimo Zammerini

Scenografie per la Carmen di Georges Bizet

 

Obiettivi del Corso

Il corso si propone di trasmettere le conoscenze teoriche e tecniche che riguardano la progettazione di una scenografia teatrale.

La complessità della formazione della figura di scenografo rende necessaria un’apertura verso le forme d’arte come la letteratura, la pittura, la musica, le arti in generale e i principi di base della regia e della recitazione.

Oggetto del Corso

Il corso ha come oggetto la progettazione di un allestimento scenico. La struttura del corso prevede lezioni sulle teorie e le tecniche per la progettazione di una scenografia da realizzare all’interno di un palcoscenico.

Le nozioni di scenotecnica riguarderanno le tecniche costruttive per la realizzazione di scenografie teatrali di prosa e di lirica da realizzare in palcoscenico.

Lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito le informazioni essenziali di scenotecnica e storia della scenografia in relazione ai contenuti delle lezioni e dei testi consigliati.

Nelle attività integrative (esercitazioni, laboratori, incontri con artisti) il corso vuole introdurre gli studenti alla conoscenza degli strumenti e dei metodi essenziali per lo studio di questa forma d’arte e al contatto vivo e diretto con l’ambiente teatrale.

L’interpretazione

L’interpretazione dei significati interni ad un testo è il lavoro creativo alla base del progetto e viene svolto dallo scenografo insieme al regista e al direttore d’orchestra. Il buon esito di un allestimento dipende da molti fattori, come la qualità dell’esecuzione musicale, la bravura dei cantanti, la regia, la scenografia e i costumi, ma in realtà ciò che davvero conta è il carattere organico della messinscena, che deve offrire al pubblico una chiave interpretativa efficace. Come per ogni forma di spettacolo, la capacità di comunicare al pubblico è fondamentale. La scenografia, con i relativi cambiamenti di scena, fornisce allo spettatore l’immagine degli spazi all’interno dei quali si svolge la vicenda. Questi spazi devono più evocare che rappresentare nel senso che, come quando si legge un libro, è l’immaginazione del lettore/spettatore che deve essere stimolata.

La scena è abitata dagli attori, dai cantanti, dal coro, dai ballerini, dalle comparse, dunque il movimento di queste masse è parte integrante del progetto, poiché le situazioni spaziali che costruiscono le immagini faranno da sfondo alle azioni degli interpreti. Queste figure umane studiate dal costumista, che può essere lo scenografo stesso, si dovranno muovere agevolmente sulla scena, dovranno entrare e uscire di scena nei modi e nei tempi fissati dalla vicenda e dalla regia.

L’ideazione

L’invenzione scenica presuppone un’approfondita conoscenza della storia dell’architettura, perché il processo di astrazione necessario alla formulazione delle idee spaziali-figurative prende avvio da un insieme di fattori determinanti tra i quali il contesto storico di riferimento. Altrettanto importanti sono i riferimenti pittorici e artistici in generale e la conoscenza delle regole fondamentali della scenotecnica e della prospettiva.

Il mezzo grafico per la comunicazione di una scenografia è il bozzetto, cioè una prospettiva centrale il cui punto di vista viene chiamato “occhio del principe”. Il bozzetto, unitamente a tutte le piante necessarie alla comprensione del funzionamento della scena e alle sezioni, vengono utilizzati anche dal regista e dal direttore d’orchestra per l’impostazione dello spettacolo. Gli stessi elaborati e i disegni esecutivi vengono utilizzati dai tecnici del laboratorio di scenografia che costruiscono l’allestimento.

Lo scenografo è tenuto a fornire un bozzetto per ogni cambiamento di scena e ogni disegno che illustri le caratteristiche dell’impianto, le piante, le sezioni, gli esecutivi degli elementi scenici, l’indicazione dei materiali con i relativi campioni e i trattamenti delle superfici visibili.

Nei criteri di ideazione del progetto è di grande importanza la valutazione degli effetti di luce che si vogliono ottenere, in accordo con il regista, considerando la luce artificiale come materiale vero e proprio dell’ideazione.

In previsione della realizzazione e del montaggio è bene rispettare i criteri di ottimizzazione del progetto per quanto riguarda i tempi di montaggio e smontaggio, i costi, le caratteristiche di modularità, il peso, le dimensioni degli elementi che compongono la scena in funzione del trasporto, la sicurezza ecc.

Per progettare un allestimento scenico è necessario acquisire le nozioni fondamentali di scenotecnica.

Vengono di seguito elencati gli argomenti ritenuti indispensabili ai fini di una preparazione di base necessaria alla redazione del progetto (dal Trattato di Scenotecnica di Bruno Mello, vedi bibliografia):

Il palcoscenico: (pagg. 141-159)

graticciata o soffitta, tiro contrappesato, cambiamento di scena, tiro a mano, palcoscenico, palcoscenico mobile, movimento meccanico del palcoscenico mobile, palcoscenico meccanico, scene azionate su guide (coulisse), su piattaforme girevoli, su carri, scena completa su unico carro, scena su due piattaforme frontali al boccascena, palcoscenico su piattaforma girevole, piattaforma girevole a due anelli concentrici ruotanti in senso inverso uno dall’altro, cambiamento con piccole piattaforme

Periaktoi (piattaforme girevoli pag 168)

Definizione delle parti di una scena: (pagg. 177/179)

Teletta, quinta; Teletta in tela, con sacca in testa e al piede; Quinta armata; Teletta a panneggio; Teletta armata; Principale; Principale zoppo; Fondale.

Nomenclatura delle varie parti del palcoscenico e di elementi di scena: (pagg. 180/201)

Pianta; Palcoscenico; Golfo mistico (fossa d’orchestra); Boccascena mobile, Quinta comandata a mano, Telaio o quinta armata, Torrette metalliche, Arlecchino, Sipario di ferro; Sipario di boccascena, Sipario di velluto su strada in ferro a traliccio azionato elettricamente o a mano, Sipario di tela.

Sipari: Sipario all’italiana, Sipario alla francese, Sipario usato in Grecia, Sipario usato in Germania.

Telai: Telai a doppia fascia (per cambiamenti veloci a vista), Telai di fondo, Burattino, Riva, Riva con mascherina, Come si uniscono i telai, Cerniere, Telai da cernierare, Fianchi in declivio, Plafone (soffitto che copre una scena parapettata), Spezzato armato, Spezzato plastico, Fondino, Scivolo, Scale, Quartabono, Voltatesta, Finali di scale, Praticabile, Fratine, Mezzani, Chiapperine e maniglie in ferro, Tironi, Praticabili a cannocchiale, Nicchio, Squadra.

Panorama: (pagg. 202-215)

Panorama meccanico, Panorama meccanico pneumatico, Panorama sintetico, Moschettone, Zucchetto, Scena parapettata, Panorama rigido, Panorama di uso comune, Panorami trasparenti, Panorama semirigido, Strade centinate in legno di uso comune, Cupola “Fortuny”, Panorama su rulli verticali.

Nodi, Fermi, Morsetto blocca funi, Come si obbiettano gli stangoni, Morsetto di ferro o di ghisa, Trasporto di fianchi speciali, Coma si lascia cadere uno spezzato armato dalla posizione verticale a piano palcoscenico, Fianchi e principali posti in soffitta in posizione obliqua al boccascena.

Carri: (pagg 233/236)

Carri, Carro su binario, Riva a mare, Carro girevole, Macchine.

Armature: (pagg. 264-270)

Catinella, Centine, Plafone cernierato, Fianco a coulisse, Armatura con imbotte irregolare, Carro con fianchi mezzo armati e mezzo liberi, Telai schiacciolati formanti due pezzi di un lungo portone montati su rotaie con ruote e sostenuti da squadre con ruote matte.

Attrezzeria teatrale: (pag. 324)

Cenni fondamentali di illuminotecnica

Riflettori, Proiettori; Illuminazione di una scena a panorama, Alba, Tramonto, Raggio di luce e suo rendimento, Fonte luminosa, Illuminazione di una scena, Palcoscenico-disposizione schematica delle apparecchiature elettriche di un teatro, Ponte luce

La realizzazione

L’ideazione di un progetto scenico per uno spettacolo teatrale nasce, come abbiamo detto, dall’intesa tra più figure professionali: lo scenografo, il regista, il direttore d’orchestra per le opere liriche, il costumista, il tecnico delle luci, il coreografo ecc..

Le figure coinvolte nella messinscena sono molte: oltre a quelle già citate, i relativi aiuti e assistenti, il direttore di scena, il direttore di palcoscenico, il tecnico delle luci, gli attrezzisti, i trovarobe, le sarte ecc.

Nel laboratorio di scenografia dove vengono costruite le scene lavorano gli scenografi realizzatori, i falegnami, i pittori scenografi, i tappezzieri, i decoratori che realizzano tutte le lavorazioni speciali su superfici e materiali di vario genere, e dove vengono realizzate anche le strutture in resina e i relativi calchi, le sculture ecc.

Una voce a parte è costituita dall’attrezzeria, cioè gli oggetti di scena che sono realizzati appositamente o “di repertorio”, custoditi in appositi depositi e noleggiati per l’occasione.

E’ nell’interesse dello scenografo controllare personalmente le fasi di realizzazione della scena in laboratorio assicurandosi così un’esecuzione fedele alle indicazioni riportate nei disegni.

E’ anche compito dello scenografo assistere alle prove di palcoscenico sia prima che dopo il montaggio della scena in teatro, per apportare eventuali modifiche imposte dalla regia.

Lo studio della scenografia passa anche attraverso la conoscenza delle figure di maggior importanza che hanno operato nel corso della storia. Tra questi, sono di seguito elencati alcuni scenografi, la cui conoscenza è ritenuta di base e indispensabile ai fini del sostenimento dell’esame.

– Il Rinascimento:

Baldassarre Peruzzi, Sebastiano Serlio, Vincenzo Scamozzi.

– Il Barocco:

Gian Lorenzo Bernini, Ferdinando Bibiena, Giuseppe Bibiena.

– Il Settecento:

Filippo Juvarra, Luigi Vanvitelli, Fabbrizio e Giuseppe Galliari, Pietro Gonzaga.

– Il Neoclassicismo:

Antonio Piccolini, Alessandro Sanquirico, Antonio Basoli, Giuseppe Bertoia, Simon Quaglio, Francesco Cocchi.

– Il Novecento, gli artisti e la scenografia:

Mario Ceroli, Pablo Picasso, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Alberto Burri, Giangiacomo Balla, Giuseppe De Pisis, Enrico Prampolini, Alexander Calder, Giacomo Manzu’, Arnaldo Pomodoro, Adolphe Appia, Gordon Craig.

– Gli scenografi italiani:

Gae Aulenti, Maurizio Balò, Uberto Bertacca, Aldo Buti, Giulio Coltellacci, Luciano Damiani, Ezio Frigerio, Enrico Job, Dante Ferretti, Roberto Francia, Mario Garbuglia, Bruno Garofalo, Emanuele Luzzati, Pier Luigi Pizzi, Paolo Tommasi, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli.

– Gli scenografi stranieri:

Josef Svoboda, Beni Montresor, Hugo de Ana, Pier’Alli, Robert Wilson, Maria Bjornson

Tema progettuale

Scenografie per “Carmen” di Georges Bizet. Il palcoscenico adottato è quello del Teatro Costanzi – Teatro dell’Opera di Roma.

Analisi della Carmen di G. Bizet e lineamenti di storia del melodramma  – Prof. Carlo Albarello

Ambientazioni

Si adotterà una scenografia che tenga conto della cultura mediterranea nel quale la vicenda si svolge.

Fasi del Progetto

Ascolto guidato in aula dell’opera. Analisi dei principali elementi di condizionamento e di ispirazione per le soluzioni sceniche.

Ipotesi sui cambiamenti di scena e relative scelte tecnico-progettuali.

Formulazione dei bozzetti in scala 1:25, di una pianta e di una sezione trasversale in scala 1:100 con verifica in pianta e in sezione dei traguardi.

Dimensionamento dei componenti della scena in funzione della dimensione e delle caratteristiche del palcoscenico compresi i gradi di declivio (5%).

Avvertenze

1 – Le revisioni degli elaborati in pianta e sezione, e dei disegni esecutivi, verranno fatte solo su supporto cartaceo, fatta eccezione per la visualizzazione dei rendering e delle animazioni.

2 – Gli studenti dovranno assistere ad almeno due rappresentazioni teatrali a Roma o altrove nella stagione 2014-15 e dovranno saperne riferire criticamente.

3 – Si ricorda che lo studente è vincolato nell’eventuale diffusione a mezzo stampa o WEB degli elaborati progettuali a riportare per esteso nell’intestazione e all’interno di ogni immagine il nome dell’Università accompagnato dal logo, il nome della Facoltà, il nome del Laboratorio e A.A., e il nome del docente e dei collaboratori.

Elaborati d’esame

Tutti gli elaborati devono essere raccolti in un CD consegnato prima dell’esame. Le immagini dei bozzetti renderizzate saranno a 2480 x 1860 e salvate in formato tif a 300 dpi.

– Una tavola formato A1 verticale su supporto rigido leggero con layout fornito dal corso contenente i bozzetti dei cambi di scena

– Una tavola formato A1 verticale su supporto rigido leggero con layout fornito dal corso contenente una pianta, una sezione e particolari costruttivi.

– Animazione 3D dei cambi di scena a vista

– Plastico in scala 1:50

Tavole formato A1 orizzontale

– Piante dei principali cambi di scena in scala 1:100 e 1:50

– Sezioni significative dell’impianto scenico in scala 1:100 e 1:50

– Disegni esecutivi dei componenti della scena in scala 1:20

BIBLIOGRAFIA

1 – Scenografia teatrale.

– ARRUGA L., CELLA F. (A CURA DI), 2006, Pier Luigi Pizzi Inventore di teatro, Torino, Ed. Umberto Allemandi & C.

– CARLUCCI S., SORESI G., URSINI URSIC G. (A CURA DI), 1984: Josef Svoboda,. Milano.

– DI GIAMMARCO R. (A CURA DI), 1984, Palcoscenico e Spazio Scenico. Percorsi Attraverso la scenografia teatrale italiana, Roma.Enciclopedia dello Spettacolo, 1954, Firenze-Roma, G.C. Sansoni.

– MANCINI, F., 1966, Scenografia italiana dal Rinascimento all’età romantica, Fratelli Fabbri Editori, Milano.

– MIGLIORANZI G., 2006, From Color to Light – Beni Montresor. A Leading Figure in International Theatre, Corazzano (Pisa), Titivillus Edizioni.

– MELLO B., 1984, Trattato di Scenotecnica, Novara, Gorlich – Istituto Geografico De Agostini.

– RAVELLI G., ORLANDO S., 1989, Dalla parte dell’architettura. Scenografie costruite al Teatro alla Scala, Musica e Teatro Quaderni degli Amici della Scala, Milano, Garzanti Editore.

– SVOBODA J., 1997, I segreti dello Spazio Teatrale, Milano, Ed. Ubulibri.

– URSINI URSIC G. (A CURA DI), 2001, Ezio Frigerio, s.l.

– PERELLI F., Storia della scenografia – Dall’antichità al Novecento, Carocci Editore, Roma 2002.

CRUCIANI F., Lo Spazio del Teatro, Ed. Laterza, Roma-Bari, 1992.

– WILSON R., Wilson alla Scala, Umberto Allemandi & C.

– ZAMMERINI M., Cambio di Scena, La scenografia teatrale, architettura tra realismo e astrazione, Edizioni Kappa, Roma 2012.

– POMODORO A., Il teatro scolpito, a cura di A. Calbi, Feltrinelli, Milano 2012.

2 – Teorie e tecniche di lettura dei testi teatrali per la messinscena:

– ALONGE R., TESSARI R., 1996, Lo spettacolo teatrale. Dal testo alla messinscena, Milano, LED, pp. 7-53.

– MELCHIORRE V., Per unantropologia della rappresentazione, in: BIANCU S., – CASCETTA A., MARASSI M., Luomo e la rappresentazione, Vita e Pensiero, Milano 2012,  pp. 15-31.

3 – Studio del melodramma e anali della Carmen di Bizet:

– BIANCONI L., Il teatro d’opera in Italia, Il Mulino, Bologna 1993.

– MC CLARY S., Georges Bizet. Carmen, Ruggimenti, Milano 2007.

Convegno di studio sulla Scenografia teatrale – MACRO, 2.4.14

ARCHITETTURA E SCENOGRAFIA

Convegno di studio sulla Scenografia teatrale

Mercoledì 2 aprile 2014, ore 14.30-18.30

Copia di 2 aprile macro architettura e scenografia

Intervengono: Carlo Albarello, Orazio Carpenzano, Luciano De Licio, Fabrizio Gifuni, Beppe Menegatti, Marco Petreschi, Piero Ostilio Rossi, Silvia Tatti, Massimo Zammerini.

Architettura e scenografia hanno radici comuni perché entrambe interpretano un testo-progetto, affrontano la questione del consenso, oltre a quello del corpo nello spazio. L’uomo percepisce l’architettura come dotata di profondità e occasione di esperienza del corpo. La scenografia attinge anche da altri ambiti disciplinari le tecniche di rappresentazione dello spazio e si propone come decodificazione del testo drammatico. L’oggetto letterario, infatti, resiste alla bidimensionalità del segno grafico e grazie all’architettura può vivere in un luogo tridimensionale, condizione essenziale affinché le sue potenzialità fantastiche diventino fisiche. In particolare, non solo il linguaggio del corpo è un vettore della rappresentazione teatrale ma rispetto a un’opera di architettura il corpo si muove secondo le caratteristiche dello spazio nel quale si trova. In questo convegno di studio accanto a interventi sulla drammaturgia, dalla tragedia classica al melodramma settecentesco passando per Shakespeare, ampio spazio sarà riservato al rapporto tra architettura e scenografia. Chiude il pomeriggio la presentazione del volume di Massimo Zammerini, Cambio di scena (Ed. Kappa) con la proiezione dei migliori progetti elaborati dagli allievi del Master per Scenografo teatrale, promosso dal Diap e da “Lazio in Scena”, e del Corso di Scenografia dell’Univ. Sapienza di Roma.